Lug 18 2008
“per essere liberi non basta rompere le catene”
Per Nelson Mandela la libertà non era un concetto scontato, dalle imposizioni famigliari alle sbarre del carcere ha sempre dovuto lottare contro la privazione dell’essere. Il suo primo atto di ribellione si tradusse nella fuga da un matrimonio combinato, aveva 22 anni. I suoi successivi passi lo portarono a combattere contro la dittatura del governo paramilitare Sudafricano, il concetto della libertà era un obbiettivo primario, uno stato da raggiungere. La repressione lo raggiunse nel 1962. La lotta “armata” ebbe fine. La reclusione. 26 anni di vita senza vita. Privato della sua stessa anima. Della sua linfa. La vita lo costrinse a resistere. E lui resistette. Non solo, durante gli anni di buio le sue parole si snodavano fra le sbarre della sua cella per diffondersi liberamente nel mondo. La speranza lo sorresse fino alla scarcerazione.
Oggi Mandela compie 90 anni. La lunga strada che conduce l’essere umano alla libertà non è più un obbiettivo da raggiungere ma uno status in continuo movimento, un perenne viaggio. Poche consapevolezze, una certezza: “per essere liberi non basta rompere le catene”.
“La strada è ancora lunga”…queste le sue parole al concerto organizzato in suo onore a Londra. Oggi le catene non sono più visibili. Le sbarre non sono quelle di un carcere. La paura. Ogni altro sentimento è di gran lunga più innocuo rispetto al male che può perpetuare la paura.
Mandela, Grazie per le tracce che ci hai lasciato e ci stai lasciando…




la libertà è dunque un utopia. Irraggiungibile. Un obbiettivo da tenere a mente. Uno status mentale di pochi attimi. Un’illusione in altri. Vorrei non dover sempre riconquistarla. Perderla oggi è così facile. Fosse visibile sarebbe tutto più facile. Una paio di sbarre e capisci di essere in trappola…ma oggi non è più così…non solo.
Ci sono persone che hanno marcato ogni passo della nostra esistenza con i loro gesti, i loro atti, le loro parole e anche con il loro onore. Mandela fa sicuramente parte di queste persone che ci hanno permesso di sognare un mondo migliore. Egli ha saputo far notare la propria esistenza anche da un carcere, lontano da tutto e da tutti. Ma lui ha saputo farci arrivare le parole di speranza per un mondo migliore in cui non ci fossero differenze sociali a causa del colore della pelle. La sua liberazione è stato un segnale forte ma secondo me è stato ancora più forte la sua reazione perché ha da subito cercato di portare la pace nel suo amatissimo Paese. Quanti di noi si sarebbero comportati allo stesso modo dopo essere stati privati, senza motivi validi, di 26 anni della nostra vita??
Nel mondo ci sono ancore troppe prigioni, troppe catene e troppa paura. Le catene più forti non sono quelle che legano il corpo…ma sono quelle che legano la mente e la nostra libertà di pensare….
E’ vero, la libertà oggi è uno stato mentale. Purtroppo però pochi sono liberi.
Io credo che solo la conoscenza e la consapevolezza rende una persona libera. Purtroppo oggi le notizie che ci vengono date non sono mai “libere”, ogni informazione è di parte e soggettiva.
Una canzone stupenda di Guccini (La tua libertà) finisce in questo modo:
Fossi un uccello
alto nel cielo
potrei volare senza aver padroni;
se fossi un fiume
potrei andare
rompendo gli argini nelle mie alluvioni
Ma sono un uomo
uno fra milioni
e come gli altri ho il peso della vita
e la mia strada
lungo le stagioni
può essere breve, ma può essere infinita;
la tua libert
cercala, che si è smarrita.
cercala, che si è smarrita