Ago 20 2008
Pensa. Libero
Coscienza politica. Capacità dell’essere umano di giudicare il bene e il male. Capacità dell’uomo di pensare. Volontà dell’essere umano di pensare.
Persa. Una coscienza politica che una volta smuoveva gli animi, sconvolgeva la vita con le sue ondate di rabbia e passione, diventava ragione di vita. Di morte. Perso, il dolore e l’ardore con cui si vivevano sulla propria pelle l’ingiustizia ed l’ipocrisia, che permetteva alla parola giustizia di sollevarsi fra le città di ogni dove. Morto. Ogni senso e voglia di cambiare per il meglio. Addormentato. Nascosto. Intorpidito. Disintegrato. Anni di martellamento mediatico e di disistruzione scolastica hanno creato questo. Il nulla.
Persa. Nei quintali di carta che ricevo a casa per cominciare a dare un senso politico al mio ruolo istituzionale. Persa fra le righe di messaggi municipali. Persa, una coscienza politica smarrita fra i bisticci e gli spruzzi di una fontana. Persa fra i dadi di piazza Riforma. Persa fra le pieghe di mille formalismi. Persa nelle notti insonni.
E poi. Una canzone. Un attimo. Per ricordare il perché….


