Archive for Luglio, 2008

Lug 18 2008

“per essere liberi non basta rompere le catene”

Published by sara under riflessioni generali

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Per Nelson Mandela la libertà non era un concetto scontato, dalle imposizioni famigliari alle sbarre del carcere ha sempre dovuto lottare contro la privazione dell’essere. Il suo primo atto di ribellione si tradusse nella fuga da un matrimonio combinato, aveva 22 anni. I suoi successivi passi lo portarono a combattere contro la dittatura del governo paramilitare Sudafricano, il concetto della libertà era un obbiettivo primario, uno stato da raggiungere. La repressione lo raggiunse nel 1962. La lotta “armata” ebbe fine. La reclusione. 26 anni di vita senza vita. Privato della sua stessa anima. Della sua linfa. La vita lo costrinse a resistere. E lui resistette. Non solo, durante gli anni di buio le sue parole si snodavano fra le sbarre della sua cella per diffondersi liberamente nel mondo. La speranza lo sorresse fino alla scarcerazione.

Oggi Mandela compie 90 anni. La lunga strada che conduce l’essere umano alla libertà non è più un obbiettivo da raggiungere ma uno status in continuo movimento, un perenne viaggio. Poche consapevolezze, una certezza: “per essere liberi non  basta rompere le catene”.

“La strada è ancora lunga”…queste le sue parole al concerto organizzato in suo onore a Londra. Oggi le catene non sono più visibili. Le sbarre non sono quelle di un carcere. La paura. Ogni altro sentimento è di gran lunga più innocuo rispetto al male che può perpetuare la paura.

Mandela, Grazie per le tracce che ci hai lasciato e ci stai lasciando…

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Lug 02 2008

Passaggio a livello. Fuga dalla città

Published by sara under Personale

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Toscana. Una terra che apre il suo cuore ad ogni singolo visitatore, ogni volta ne rimango piacevolmente sorpresa. Lo straniero è accolto con il sorriso, non ricordo l’ultima volta che tante persone mi chiamassero “bellina, dimmi tutto…”. Squisito. Divino. Semplicemente sincero. Il tempo si è fermato. Il tempo non conta. Ogni istante per le strade viene assaporato, ogni parola pronunciata è un semplice scambio di sorrisi, ogni momento è vitale.

 

Sono in auto, mi fermo di fronte ad un passaggio a livello. Semaforo rosso. Biciclette, motorini, moto, pedoni, auto si accalcano lentamente di fronte alla sbarra. I treni passano. Il tempo passa. I minuti scorrono. La gente chiacchiera, esce dalle auto, si trova sulla strada, scambia due battute. Incredula mi accordo del tempo che passa. 10. 20. 30. 45. minuti. Nelle vene sento perdere il tempo. Mi guardo in giro. Sono l’unica a sentirmi così. La gente del posto la vive come un’occasione. Per stare insieme. Per capirsi. Per dichiararsi. Per fermarsi a pensare. Per rendersi conto di essere unici, che solo li, in quel preciso istante, il mondo si ferma e il tempo non si perde ma lo si guadagna solamente.

 

 Al settimo passaggio di treno la sbarra si alza, un piccolo boato. La carovana riparte. Stordita mi metto alla guida e penso…è un posto incredibile…neanche una clacsonata…neanche un lamento. Fossimo a Lugano ci saremmo fatti a pezzi.

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