Mar
31
2008



Lugano. Chi di voi si ricorda la campagna pubblicitaria per la promozione degli agenti di quartiere nella città di lugano?…il messaggio era molto chiaro, “una figura innovativa, di fiducia, capace di cogliere i problemi della gente”…l’idea e l’intento erano nobili, e la messa in esecuzione? Dopo qualche anno dalla sua introduzione quale è a situazione?
L’agente di quartiere non esiste, o meglio, è esistito solo sui cartelloni della SGA. Non credo di averne mai visto uno passeggiare per le strade della grande Lugano, non ci sono, mai, ne quando sarebbero utili ne quando non ce ne sarebbe bisogno. Le uniche figure “inquietanti” che si aggirano per le nostre strade sono i “poliziotti scooter”, quelli che a mio modo di vedere non risvegliano alcune sentimento di tranquillità e di pace, quelli che sono visti anche come “gli uomini multa”, la figura svizzera del famoso “ausiliare del traffico italiano”.
Non solo “non ci sono”, ma sembra che l’intero corpo di polizia abbia perso l’uso delle gambe…già, perché non sono fra di noi?…per essere efficace una figura del genere non dovrebbe essere a livello della gente, sulle strade, della comunità?…
…bella l’idea delle pattuglie della polizia comunale che sono spinte da gas naturale, ma non sarebbe interessante ricominciare ad essere spinti dal nostro corpo?…alla fine un quartiere di Lugano non è grande come un quartiere di New York…
Mar
23
2008

Lugano. Pochi giorni fa Chiara Orelli-Vassere e Bill Arrigoni si sono chiesti se non c’è una carenza di strutture per aiutare i minorenni in difficoltà…nell’interrogazione mandata al Consiglio di Stato descrivono la situazione reale di un giovane 15enne, seguito da un tutore, che in attesa di essere ricoverato alla Clinica Psichiatrica Cantonale è stato sistemato in una camera d’albergo, incustodito. I due interroganti spiegano che spesso, in situazioni analoghe, i tutori non sapendo dove collocare un giovane sono costretti a trovare soluzioni che non rispondono ai loro bisogni minimi.
Cosa offre il cantone a quei minorenni che escono da esperienze pesanti, magari dopo un ricovero alla Clinica Psichiatrica Cantonale? C’è qualcuno che gli segue o esistono delle strutture a cui si possono rivolgere per chiedere aiuto per il reinserimento nella società?
La situazione di una struttura mancante non è una novità per il cantone (da ricordare la situazione imbarazzante del cantone che non aveva delle strutture carcerarie adatte per ospitare i minorenni che spesso erano custoditi nelle “vergognose” pretoriali di Bellinzona), da quando l’attenzione dei politici si è concentrata sull’ottimizzazione e lo snellimento dei servizi sociali dello Stato si è messo in secondo piano la verifica dei bisogni della gente e se le strutture esistenti…esistono per chi ne ha bisogno oggi.
In un periodo di tagli, ripensamenti, ristrutturazioni, introduzioni di approcci contabili-analitici nelle strutture che producono benessere-attenzione, forse ci si è dimenticati di seguire e di potenziare la capacità dello stato di rispondere alle esigenze reali della popolazione, di restare a passi con il tempo, di capire le nuove emergenze sociali,…
Sarà così?…oggi non ho bisogno di aiuto ma se domani mio figlio o mio nipote ne avessero bisogno vorrei che ci fosse una porta aperta…
Mar
16
2008

Belli
nzona, Congresso del Partito Socialista. L’aria che si respira è intesa e forte: la vicina presenza delle Officine FFS e le parole di alcuni operai travolgono di entusiasmo e di commozione tutti presenti. C’è aria di lotta, c’è aria di cambiamento.
Come da scaletta il partito rinnova la fiducia al suo presidente Bertoli, unico candidato, che dopo la sua elezione si presenta con un discorso improntato sulla voglia di cercare nuovi consensi e di liberarsi dall’etichetta di litigiosità che contraddistigune la sinistra. Il clima di festività si dissolve però presto, nel pomeriggio la Gioventù Socialista rivendica il suo diritto a parlare, il suo desiderio di esistere e di mettere sul terreno diverse proposte di modifiche statutarie. Non aria fritta ma parole e articoli. L’intento si può riassumere facilmente: i giovani vogliono spingere al cambiamento, non solo a parole. L’idea è quella di far rinascere la voglia di partecipare della base e di utilizzare tutti gli strumenti possibili per coinvolgere simpatizzanti e non nelle attività del partito. Negli ultimi quattro anni i buoni propositi di coinvolgere la base con lo strumento del “Piano delle Politiche” non ha portato i frutti sperati, la direzione in parte ne è conscia anche se non è riuscita a darsi una risposta a tale insuccesso. Perché la base è morta? Completo disinteresse al confronto? Stanchezza? Vecchiaia?…chissà, i Giovani Socialisti hanno provato a fare un po’ di movimento…l’assemblea cavalca l’onda di positività e parte delle proposte vengono accettate…in sala anche qualche malumore, stupore, sorpresa, una direzione sconfessata nel suo giorno di gloria?…forse, anche se in parte credo sia l’inizio di qualcosa di nuovo…e di buono…il vento è cambiato…o almeno qualcuno ci sta provando….
Mar
11
2008

Vale oltremodo la pena comunicare che il Comites Lugano - Comitato degli italiani all’estero e il Dicastero Integrazione e informazione sociale della Città di Lugano organizzano l’incontro “Giovani e politica. Tra interesse e partecipazione. Riflessioni sull’agire politico giovanile in Svizzera”. L’incontro sarà aperto al pubblico e avrà luogo sabato 15 marzo alle ore 16.00 presso la Sala Carlo Cattaneo del Consolato Generale d’Italia, via Pelli 16b, Lugano.
I temi affrontati dall’incontro riguardano i recenti mutamenti nelle modalità dell’agire politico, soprattutto quello giovanile, a cui si cercherà di rispondere grazie agli interventi del Prof. Oscar Mazzoleni (politologo) e di alcune testimonianze di persone che sono confrontate con la tematica, fra cui Claudio Chiapparino (Direttore del Dicastero Giovani ed Eventi della Città di Lugano) e Gianfranco Gazzola (membro del Consiglio Generale degli italiani all’estero).
Come definire i rapporti fra i giovani e la politica? Si può redigere una mappa dell’impegno giovanile e delle sue forme? È vero che i giovani non votano e che non hanno fiducia nei partiti? In che senso il rapporto fra la politica e il variegato mondo giovanile riflette le preoccupazioni della “società adulta”?
Non aggiungo altro…ci vediamo sabato…
Mar
07
2008

I giovani socialisti di Lugano sono solidali con i lavoratori delle officine FFS di Bellinzona e saranno presenti sabato 7 marzo 2008 alle ore 16:00 alla manifestazione indetta dopo l’annuncio dei tagli!!
Mar
06
2008

Monte Ceneri. Pochi giorni fa un adulto omosessuale è stato pestato da un gruppuscolo di ragazzini presso l’area di sosta del Monte Ceneri. Dalle prime indagini risulta che gli attori del pestaggio non erano nuovi a tali comportamenti e per di più i compagni di scuola confermano un atteggiamento omofonico del gruppo… insomma…la scelta della vittima non era casuale.
Locarno. Follia in Piazza Castello. Quattro ragazzi rubano una macchina e durante l’inseguimento della polizia avviene un incidente e gli agenti si schiantano contro il muro della rotonda in piazza castello. Il ragazzo alla guida aveva 16 anni.
Le cronache ticinesi di questi giorni sembrano tutte avere un “dolce-amaro” file rouge: giovani, pestaggi, intolleranza, violenza…La stampa, dopo la morte di Damiano, ha cominciato a dare parecchio risalto a fatti di cronaca che coinvolgono in prima persona i giovani. Ad un tratto, come se prima nulla o quasi nulla accadesse, il Ticino sembra invaso da un’incontrollata epidemia di violenza giovanile. Ma cosa succede? I giovani prima erano “trascurati” dalla stampa perché in fondo non facevano notizia o la violenza ad un tratto è esponenzialmente cresciuta?
…forse prima non se ne parlava perché nessuno si voleva prendere delle responsabilità?…perché un ragazzo violento non è che il risultato della nostra società…del nostro modo di vivere…dei nostri valori…perchè a 16 anni è ancora in balia del mondo…già, di fronte a Damiano non si potevano nuovamente chiudere gli occhi…ed ora che li abbiamo aperti la realtà che abbiamo di fronte è veramente pesante…un pugno nello stomaco. Saremo ancora in tempo per fare qualcosa?…