Archive for Maggio, 2007

Mag 29 2007

Il terrore vince

Published by sara under mondo

Molte volte mi sono chiesta cosa volesse dire "la politica del terrore", ricordo alle ultime presidenziali degli USA come incredula mi apprestavo a dover accettare la sconfitta della democrazia e la vittoria dell’ignoranza. Non capivo. Non capivo come un popolo potesse rieleggere un uomo profondamente macchiato, stolto, furbo e sporco. Tutti mi dicevano…"ha fatto leva sulla paura" ed io non capivo. Oggi forse capisco di più.

Londra, maggio 2007 - difficile girare per le strade senza percepire una sorte di paura e di tensione nell’aria. Vi sono telecamere appostate ovunque, negli angoli delle strade, nella Metrò che è severamente sorvegliata e negli aereoporti dove i controlli agli imbarchi sono al limite dell’imbarazzante. La tensione è alta ma le cause di questa pesantezza non è solo dovuta alle misure di sicurezza straordinarie. Il clima di terrore  è il risultato di una politica coltivata per anni con l’obbiettivo primario di diffondere insicurezza e terrore nelle persone. Vincere e governare un paese spaventato è più facile…basta promettere più sicurezza. Non è la prima volta che mi reco a Londra, ma non ho mai pensato ne provato tanta tensione come questa volta.  Terrorizzata che una bomba potesse attentare alla mia vita in qualsiasi istante. Picadilly LINE, la metro si ferma, la massa entra, uno zainetto abbandonato, si scatena il panico…e dire che una volta un oggetto così prezioso e perlopiù abbaondonato avrebbe fatto gola a molti. Da dove viene questa paura?…Bush ci ha stanato…

…anche io sono stata soggiogata…è successo anche a voi?

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Mag 20 2007

Atto secondo

Published by sara under politica

Quando ho messo online questo blog, l’ idea iniziale era quella di parlare con le persone comunicando riflessioni, ricerche personali, condividendo in un modo un pò particolare la vita politica che mi stava coinvogendo. Dopo alcuni mesi e ormai "navigata", mi sono resa conto che è vitale avvicinarsi alla gente in due sensi: da una parte esponendosi in prima persona e dall’altra facendo parlare chi mi circonda.  La solidarietà nasce dalla comprensione che credo possa essere attivata e alimentata anche con lo scambio e la condivisione. Ho una mia storia, diversa da altre e non sempre è facile capire le persone che vivono una realtà profondamente diversa. Il "ti capisco" risulta ridicolo e magari supponente se prima non c’è l’ascolto e il dialogo.

Oggi posso tranquillamente dire che non so esattamente che ulteriori strade prenderà questo sito ma ho in testa alcune idee e quindi credo che  per un pò resterò online. La prima fra tante è quella già anticipata tramite il sondaggio: se avete voglia di raccontare qualcosa che possa toccare l’ambito politico contattatemi ed io sarò onorata di pubblicare il tutto. Non voglio più essere la sola autrice, continuerò a scrivere finche la mia voce avrà qualcosa da dire ma se vorrete parlare con me…unitevi a me e sarà un onore pubblicarlo (info@saraleoni.ch).

Politicamente sto cercando di attivarmi in modo un pò "atipico". Non appartengo ad alcuna organizzazione classica e non faccio parte di associazioni benefiche ma vorei provare  ugualmente ad organizzare un po’ di “movimento”, anche a Lugano. Nelle prossime settimane pensavo di fare una sorta di appuntamento in un qualche posto a Lugano (lido, parco, bar da apero, ci devo ancora pensare…se avete proposte you are welcome to help me) per incontrarci, conoscerci e capire se c’è interesse a fare qualcosa insieme. Nulla di impegnativo e strutturato, solo la voglia di incontrarci per trovare qualche spunto su quello che si desidera dal mondo politico ticinese. Mi piacerebbe coinvolgere tutti coloro che hanno frequentato questo blog, i ragazzi che erano in lista e si sono impegnati per entrare in GC ma non ce l’hanno fatta, i giovani di Lugano (…giovani per idee, per voglia di fare, per età, insomma…giovani a 360gradi), i miei amici che hanno urlato ai quattro venti il mio nome e tutti coloro che magari non credono più in nulla ma che ancora non hanno gettato la spugna. Un pò come la sottoscritta. L’idea, appunto, è  di capire esigenze e bisogni, verificare se c’è voglia di comunicare e magari trovare un nuovo modo di intendere la politica e la democrazia: più coinvolgente ad esempio. Riaccendere la passione. Possibile? 

Non so…mi sembra una buona idea…nel frattempo cercherò di capire di più  questo Ticino, ormai gestito da un’ elite  "con le mani già in pasta".

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Mag 14 2007

Voto a 16 anni?

Published by sara under politica

Ecco dove ero a 16 anni. Questa ero io. La mia testa era tormentata da altri problemi, non c’era spazio per la politica, non era possibile pensare a qualcosa che non fosse la mia vita. La scuola, gli espe, i compagni, i problemi fra le mura ma questa ero io e non potrò mai sapere se le cose avrebbero potuto essere diverse se a 16 anni in parte fossi diventata pure maggiorenne. Non lo saprò mai. Costruirsi un opinione a riguardo non è facile e quindi bella l’idea di un gruppo di parlamentari di coinvolgere la base tramite un articolo su un blog molto frequentato dai giovani. Ho letto un post dopo l’altro ed è bello vedere come ci sia euforia e voglia di essere coinvolti nel processo politico decisionale: che questo sia solo l’inizio! Un modo per trovare di nuovo il contato con la gente, riuscire a capire quale siano i reali bisogni delle persone, dei giovani…degli anziani…e via discorrendo. Complimenti agli amici di Flipper!

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Mag 11 2007

Il coraggio delle proprie idee

Published by sara under mondo

Non vi sono tracce di paura sul suo volto e le parole rimbombano con forza nello studio televisivo; quello stesso spazio che gli era stato negato poco tempo fa per le sue idee divergenti e la passione per il lavoro. Credeva nell’intelligenza, nella libertà di pensiero e nella democrazia e probabilmente in tanto altro ancora ma sicuramente credeva nella bontà e nella forza della voce. I suoi discorsi ci hanno aiutato a ricordare quale fosse il potere della parola. Potere di abbattere il silenzio e quella falsa tranquillità che veniva imposta alla gente  per meglio governare un paese. Potere di aprire le ferite…ma ancora prima…di aprire gli occhi. La parola svegliava dal soggiogo e questo non piaceva.
Malgrado lo sgomento e il dolore che trasudavano dalle sue trasmissioni, la gente lo amava e il suo andare contro corrente, anche quando quella stessa corrente diventava acido sulla sua pelle, l’hanno reso ancor più popolare. Nessun inno a qualcuno in particolare, ma profondo rispetto e magari anche un pizzico di ammirazione per un uomo che ha avuto il coraggio di non rinunciare mai alle proprie idee. Ne ammiro la forza e l’intelligenza. E allora ascolto Santoro, Annozero, tema "Family day", mentre mi nutro del piccolo teleschermo un’amica mi manda un sms “secondo me la testa di Santoro domani salta”. Dopo aver riconquistato uno spazio usurpato continua con la stessa folle voglia di discutere e riflettere sullo Stato e la politica, anche se rischia nuovamente di essere messso da parte. Passa il tempo e i governi ma certe verità fanno sempre male e soprattutto fanno risvegliare. Ma da noi, in Tcino, esiste un Santoro? Esiste un Grillo? Esiste un Travaglio, esiste una Fallaci? Chi è la nostra musa ispiratrice? Bignasca? Franscini?…

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Mag 07 2007

Riforma LICEO…e chi se ne frega se non siamo tutti scienziati!

Published by sara under politica

Liceo. A quanto sembra da qualche mese a questa parte girano parecchie informazioni e rivendicazioni sul NON coinvolgimento di professori e studenti nella costruzione della nuova riforma liceale.                                              È da un pò di tempo che manco dai banchi di scuola e a fatica a volte ricordo cosa voglia dire “essere studente”. Di certo non dimentico cosa voglia dire avere deciso per una strada o per una scuola e metterla in discussione un giorno sì e uno no. La stessa scuola in cui l’essere bravi dipende dalla nota in matematica o informatica e non in quella di storia o  di italiano: questo è il messaggio che passa fra i corridoi, lo si respira fra le mura delle aule e ti rimane addosso anche dopo aver finito gli studi senza il bisogno di una riforma o altro che lo sottolinei ancora di più. Se sei bravo in fisica sei un grande, se sei bravo in educazione visiva non sei nulla…o quanto meno sei poco. Ma in cosa consiste questo nuovo tentativo di riforma liceale dopo che la “kleine Riform” è stata bocciata da tutti i comitati studenteschi? Perchè professori e studenti non sono stati coivolti nel nuovo processo decisionale? E chi decide? Ho provato a cercare il contenuto dei lavori in corso ma poco ho trovato sulla rete, di certo ho trovato lo scontento dei liceali ma i professori cosa ne pensano? In giro si legge che “i politecnici spingono all’introduzione di più materie scientifiche” (anche per i non scientifici), è possibile spingere il giovane verso determinate strade anche se questo non interessato o non dotato di certe competenze specifiche? La scuola non dovrebbe formare, sviluppare e magari scovare potenzialità in ogni studente? Valorizzare, incentivare, sostenere, educare? Forzare??? Spingere??? Obbligare??? Uccidere??? Se non c’è democrazia a scuola, se non c’è l’esempio a scuola, se non si coinvolgono i giovani a scuola nelle decisioni importanti, perchè mai questi dovrebbero sentirsi coinvolti dalla nostra società “adulta”?

Se qualcuno ha qualche ulteriore informazione riguardo a questo tema sarei grata di poterci dare un occhio. Grazie.

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Mag 03 2007

Coppie di fatto…non una scelta

Published by sara under mondo

Una cara amica mi ha fatto aprire nuovamente gli occhi su parole e riflessioni che girano nuovamente tra "i corridoi" della nostra società. Ma quando finirà questa lotta? Quando saremo finalmente persone libere? Quando? Per la chiesa cattolica, o almeno per i vertici della gerarchia, la questione è chiara: l’omosessualità è un disordine, le unioni omosessuali minano la stabilità della società e sono un attacco all’identità dell’umanità. Posizioni simili sono condivise da tutti i fondamentalisti protestanti ed ebrei, da molti musulmani e dai vertici ortodossi. Questi ambienti sono fermamente convinti che il modello di famiglia sia uno solo, che i ruoli siano stati fissati una volta per tutte e siano iscritti in una sorta di legge eterna e immutabile.
La Bibbia sembra dare ragione a queste posizioni. Nell’Antico e nel Nuovo Testamento - che peraltro non parlano molto di omosessualità, dimostrando con ciò di non esserne ossessionati - l’amore omosessuale è condannato. Ma non bisogna dimenticare che gli autori biblici credevano che l’omosessualità fosse il frutto di una scelta - e dunque un atto di disobbedienza. Mentre oggi sappiamo che l’omosessualità è innata, non è una scelta. E questo cambia radicalmente le cose.

Che cosa bisogna fare, dunque, oggi? Combattere ad oltranza le unioni omosessuali, ritenendole una minaccia per la famiglia intesa in modo tradizionale, cioè il modello di famiglia del 19. secolo? O investire ogni energia affinché diversi modelli di famiglia possano convivere, oggi, in modo costruttivo, interagendo tra di loro, coltivando legami di amore, di fedeltà e di responsabilità?

Alcuni spunti tratti da un articolo di Imbarco immediato

 

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